Home Sport Coronavirus e sport, lo specialista: "Attività sportiva fondamentale, senza insorgono problemi"

Coronavirus e sport, lo specialista: “Attività sportiva fondamentale, senza insorgono problemi”

Non appena i contagi da coronavirus sono tornati a crescere in maniera esponenziale, una delle prime attività chiuse dai dpcm governativi è stata proprio quella sportiva amatoriale.

Niente più calcetto, quindi, così come niente più partite in sport di contatto: sono infatte ammesse solo le corsette, da praticare da soli. Una situazione che però, alla lunga, potrebbe comportare delle problematiche in termini di salute fisica.

Lo afferma Piero Benelli, uno specialista del settore, responsabile sanitario della Vuelle Pesaro (che milita nel campionato di Serie A di basket, ndr) e della Nazionale di pallavolo maschile, oltre che docente di scienze motorie presso l’Università degli Studi di Urbino “Carlo Bo”.

In un’intervista rilasciata al Resto del Carlino, il dottor Benelli evidenzia i danni che potrebbero insorgere in seguito ad un lungo periodo di inattività fisica. Lo specialista ha contratto il coronavirus la scorsa primavera, e sa benissimo che mantenersi in forma è uno degli aspetti più importanti per prevenire il contagio e anche per affrontarlo al meglio nel caso si venga colpiti.

Corsa e bici, Benelli invita la popolazione a fare sport 

“Le patologie che dipendono dalla sedentarietà colpiscono soprattutto gli anziani, che con meno muscoli e ossa deboli rischiano di più – afferma Benelli al Resto del Carlino – i diversamente abili che disimparano i movimenti acquisiti; ma anche i bambini a rischio obesità. Senza contare che il movimento praticato in maniera regolare rafforza l’apparato e il sistema immunitario, evitando quindi di intasare gli ospedali per altre problematiche”.

Dato che anche nelle Regioni in zona rossa sono concesse le passeggiate (anche se in prossimità della propria abitazione, ndr), l’attività sportiva in bici e la corsa, Benelli invita a non indugiare e a praticarle quasi ogni giorno: “Bisogna trovare delle soluzioni – conclude il responsabile sanitario della Vuelle – perché le persone non rinuncino a fare attività fisica”.

 



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