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Covid-19, l’apertura di Conte: “Con questo trend niente più zone rosse a fine novembre”

Le dichiarazioni del Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, fanno ben sperare in vista delle festività natalizie. 

Il premier, intervenuto ieri sera come ospite nel programma Otto e Mezzo, condotto su La7 da Lilli Gruber, ha parlato delle misure su cui sta ragionando il Governo per la fine del mese. Secondo Conte, se il trend procede come negli ultimi giorni, la probabilità che alla fine del mese di novembre non ci siano più regioni in zona rossa è molto alta.

Tuttavia, nonostante questa piccola apertura, il premier ha tenuto a ribadire che il Natale non sarà affatto come tutti gli altri e che bisognerà rispettare rigorosamente i provvedimenti presi per non rischiare di ritrovarsi di nuovo “come a Ferragosto”.

“Consentire tutte occasioni di socialità tipiche del periodo natalizio non è possibile. Non possiamo concederci vacanze indiscriminate sulla neve – ha detto Conte dalla Gruber – Anche per gli impianti da sci, il problema del protocollo è un conto ma tutto ciò che ruota attorno alle vacanze sulla neve è incontrollabile. E con Merkel e Macron in Europa stiamo lavorando ad un protocollo comune europeo”.

“Scuole aperte prima di Natale? Stiamo lavorando per questo”

Il presidente del Consiglio ha poi affrontato la questione vaccino, che dovrebbe arrivare in Italia già a gennaio. Per la precisione verso la fine di quel mese, come spiegato dallo stesso Conte: “Sarà disponibile prima per le categorie vulnerabili ed esposte – le parole del premier riportate anche dall’agenzia ANSA – Non c’è un orientamento per l’obbligo del vaccino, ma lo raccomandiamo. L’obbligo è scelta forte. Io lo farò senz’altro perché quando sarà ammesso sarà sicuro e testato”.

Ma le scuole potranno essere aperte già prima di Natale o slitterà tutto dopo le festività natalizie? Anche su questo Giuseppe Conte si mostra possibilista: “Cercheremo di aprire le scuole prima di Natale, stiamo lavorando per questo”, lasciando aperto uno spiraglio per i tantissimi studenti costretti di nuovo a seguire le lezioni tramite DAD.

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