Uomo inghiottito da un ippopotamo durante un’escursione sul fiume 

Paul Templer, 27 anni, è stato aggredito da un ippopotamo mentre si trovava a guida di un’escursione fluviale in Zimbabwe. Insieme a lui, alcuni turisti e tre assistenti che, fortunatamente, si sono messi subito in salvo. Templer, invece, è rimasto intrappolato in acqua e inghiottito per metà dall’animale.

Come riporta Il Post, ecco quali sono state le parole dell’uomo quando gli è stato chiesto cosa fosse successo:

Mi avvicinai per afferrare il suo braccio, ma proprio mentre stavo per toccare le sue dita fui circondato dal buio totale. Non ci fu transizione. Nessun senso di pericolo. Era come se improvvisamente fossi diventato sordo e cieco.

Capivo che le mie gambe erano nell’acqua, ma il mio torso era quasi del tutto asciutto. Era come se fossi intrappolato in qualcosa di viscido. C’era un terribile odore sulfureo, come di uova marce, e una forte pressione sul mio petto. Le mie braccia erano intrappolate, ma riuscii a liberarle e sentii  con il palmo i peli del muso dell’ippopotamo. Fu solo a quel punto che capii che ero sott’acqua, intrappolato fino alla vita nella sua bocca.

Templer ha poi affermato che più volte aveva tentato di tornare alla canoa per mettersi in salvo, ma l’animale continuava ad attaccarlo. Fu morso, afferrato con le fauci e lanciato in aria. Fortunatamente, però, le persone che erano con lui sono riuscite per miracolo a salvarlo e, nel momento in cui è stato trasportato in ospedale, presentava delle terribili ferite. Un braccio era stato fatto a pezzi e aveva un buco alla schiena da cui si vedeva un polmone; inizialmente i medici temevano che avrebbe potuto perdere entrambe le braccia e una gamba, invece Templer ha dovuto subire “solo” l’amputazione del braccio sinistro.

Una storia che ha dell’incredibile e che fa molto riflettere. Ma se vi steste chiedendo cosa fa oggi Paul nella vita, beh, continua a organizzare escursioni sul fiume e non si è mai lasciato intimorire dalla sua brutta esperienza.