Il mamba nero (Dendroaspis polylepis Günther, 1864), considerato uno dei rettili più velenosi e pericolosi del mondo, è un ofide che raggiunge anche i 4 m di lunghezza, una dimensione molto considerevole per un serpente velenoso. Diffuso in Africa, è il più veloce di tutti i serpenti, essendo capace di spostarsi fino a 20 km/h. Il corpo del mamba nero è piuttosto sottile e muscoloso, caratteristiche che garantiscono una certa agilità a un animale in grado di spostarsi alla sostenuta velocità di circa 20 km/h, per questo motivo, se confrontato con altre specie, è comunemente considerato il serpente più veloce del mondo. Questo serpente è inoltre in grado di muoversi facilmente su ogni terreno, e può sollevarsi da terra per un quarto della sua lunghezza, ed è inoltre un abile arrampicatore.

Nonostante il suo nome comune, questo serpente non è nero: il dorso presenta una colorazione olivastra più o meno scura, mentre la regione ventrale è di color crema chiaro. Il nome di mamba nero deriva dal caratteristico colore nero dell’interno della bocca, che il serpente rende ben visibile quando la spalanca perché si sente minacciato. Questa caratteristica, unita alla particolare forma della sua testa (che ricorda una bara), alla sua velocità, alla sua aggressività e alla letalità del suo veleno ha procurato al mamba nero il soprannome di “ombra di morte“.

Mamba nero: dove vive

Vive di preferenza nella savana sub-sahariana, dalla Somalia al Sudafrica, e solo in rare occasioni lo si trova nelle regioni della foresta tropicale o equatoriale. In linea generale tende a evitare ambienti densamente popolati dall’uomo e questo riduce il numero degli avvelenamenti. È una specie diurna che trascorre la notte in tane o rifugi sotto le rocce o in cavità del terreno e non è neppure raro trovarla all’interno di termitai abbandonati. Nelle zone in cui abbondano rifugi e prede, è possibile trovarne diversi esemplari in un territorio relativamente ristretto.

L’alimentazione del mamba nero si basa su animali dal sangue caldo, vale a dire uccelli e mammiferi, anche se nel suo stomaco non è difficile trovare altri serpenti. La tecnica di caccia varia in funzione della preda: quando è di dimensioni ridotte, come per la maggior parte dei roditori, il mamba morde l’animale e lo trattiene con un rapido scatto, avvolgendolo finché non muore avvelenato. Quando invece la preda è di dimensioni maggiori, il mamba non la trattiene dopo il morso, ma lascia che si allontani per poi seguirla nell’attesa che il veleno faccia effetto, cosa che accade in pochi minuti.

Veleno del Mamba nero

Il veleno del mamba nero è formato principalmente da neurotossine e ha un LD50 di 0,25 mg/kg. Un morso solitamente ne inietta 100 mg. Il veleno di questo serpente è così letale perché contiene neurotossine (come le potenti dendrotossine) e cardiotossine, inoltre è meno viscoso rispetto al veleno degli altri serpenti e questo ne velocizza l’immissione nel sistema circolatorio e quindi gli effetti, questa scarsa viscosità è anche dovuta allo scarso peso molecolare delle dendrotossine. È in grado di uccidere un topo in meno di 20 secondi.