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Ape Regina, come riconoscerla? Quanto è pericolosa? Dimensioni, cosa mangia, come nasce

Api regine: ape regina dimensioni

L’ape regina è un individuo adulto, fertile, femminile della colonia d’api; normalmente è la madre di tutte le api presenti nell’alveare. La regina si sviluppa da una larva selezionata dalle api operaie e nutrita con pappa reale al fine di renderla sessualmente matura, quindi, in situazioni ordinarie all’interno della famiglia d’api, è l’unico individuo fertile.La regina si sviluppa più completamente delle operaie, sessualmente immature, poiché le viene fornita, per un lungo periodo di tempo, la pappa reale, una secrezione delle ghiandole presenti sul capo delle giovani operaie. Essa si sviluppa in una cella, le celle reali, appositamente costruita, più grande delle ordinarie celle dell’alveare e orientata verticalmente anziché orizzontalmente.

Cosa mangiano le api e quanto vivono le api

Nello specifico, nettare e polline rappresentano il cibo “fresco” che le api raccolgono da fiori e piante. Esse, però, si nutrono anche di miele, sostanza processata all’interno dell’alveare. Possiamo affermare quindi che il polline e il nettare siano cibo più diretto da consumare in parte al momento, mentre il miele costituisce più una sorta di scorta di cibo elaborata in maniera tale che il nettare si conservi al meglio senza produrre muffe.

La pappa reale “fa miracoli”: grazie alle sue proprietà nutrienti, le api che diverranno regine incrementano il loro peso larvale di 1500-2000 volte. La regina, alimentata per tutta la vita a pappa reale, vivrà 3-4 anni; le operaie, soltanto per 45, faticosissimi giorni.

L’ape regina punge?

L’ape regina puntura: siccome la regina non possiede peli, non potrebbe pungere a ripetizione: nello specifico, il suo pungiglione si differenzia da quello delle api operaie, anche perché è contraddistinto da lancette munite di 3 o 4 uncinetti laterali.

Riproduzione delle api: vita ape da miele

La regina vergine sopravvissuta in una famiglia in una giornata calda e soleggiata vola fuori dell’alveare per accoppiarsi con 12-15 fuchi. Lo sperma dei fuchi viene “stivato” nella spermateca della regina. La fecondazione avviene successivamente, quando un uovo dall’ovidotto si avvicinerà all’uscita e in quel momento uno spermatozoo l’andrà a fecondare, passandogli tutti i caratteri genetici del fuco padre. È preferibile l’espressione “volo nuziale” a “volo di fecondazione”, usata da molti apicoltori ma inesatta. Da un uovo fecondato nasce un’ape, “diploide”, cioè con i caratteri genetici sia del padre sia della madre. Da un uovo non fecondato nasce invece un fuco, “aploide”, in quanto ha solo i caratteri genetici da parte di madre. Un’ape regina la cui spermateca si è esaurita o non è mai stata riempita è detta “regina fucaiola“, perché depone uova da cui possono nascere solo fuchi.

Questo può avvenire se la regina vergine non esce dall’alveare dopo una ventina di giorni dalla nascita, ad esempio a causa del maltempo. Il suo istinto le farà cominciare il suo compito di ovodepositrice che la porterà a deporre uova aploidi. La presenza di una regina fucaiola in genere rappresenta la fine di una famiglia, in quanto le api operaie non hanno più uova e/o larve neonate da cui allevare una nuova regina e non vi sarà più il ricambio delle operaie stesse. Inoltre, se vi è un insufficiente numero di fuchi oppure se le condizioni atmosferiche sono sfavorevoli per un accoppiamento ottimale, può succedere che la regina accumuli nell’apposita spermateca pochi spermatozoi maschili, cosicché resterà fertile per un periodo variabile, ma inferiore ai 2-3 anni che rappresentano la norma.

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