Home Tecnologia Too Good To Go, l'app antispreco continua a raccogliere adesioni

Too Good To Go, l’app antispreco continua a raccogliere adesioni

Sbarcata in Italia ufficialmente nel 2019, l’app danese Too Good To Go ha conosciuto un vero e proprio boom di utenti soprattutto nell’ultimo anno, grazie anche all’attenzione mostrata da media e aziende nei confronti dell’ambizioso progetto. A due anni e mezzo dall’esordio nel nostro Paese, l’applicazione continua a crescere e a raccogliere importanti adesioni da parte di insegne commerciali e imprese del settore food, sempre più orientate verso i temi della sostenibilità ambientale e della riduzione degli sprechi.

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Come funziona Too Good To Go

Sono già in molti a conoscere e utilizzare Too Good To Go, l’app che si pone l’obiettivo di abbattere gli sprechi alimentari mettendo in contatto le attività commerciali che devono smaltire la merce in eccesso e i consumatori pronti ad acquistarla a prezzi ribassati. Sta proprio in questo scambio la caratteristica principale dell’applicazione danese, che in pratica permette a negozi di prodotti alimentari, dai supermercati fino a panetterie e rosticcerie, di offrire a fine giornata i propri prodotti a un terzo del normale prezzo di vendita: chi intende acquistare non deve far altro che accedere all’app, selezionare la box desiderata e pagare online, dopo di che potrà procedere al ritiro presso il punto vendita. A rendere più divertente l’esperienza di acquisto è l’effetto sorpresa, poiché il consumatore non sa effettivamente cosa troverà all’interno della confezione: proprio perché l’obiettivo è quello di ridurre gli sprechi, la box può infatti variare di volta in volta e includere quei prodotti che, in orario di chiusura o perché sotto scadenza, finirebbero per essere gettati via. I vantaggi sono, dunque, da entrambe le parti: il cliente acquista beni alimentari assolutamente consumabili a un prezzo molto più basso, mentre il commerciante riesce comunque a vendere quelle quantità anziché buttarle. A guadagnarci è, ovviamente, anche il pianeta: meno sprechi, meno rifiuti e meno emissioni di CO2 legate allo spreco alimentare. Sfruttando le potenzialità dei canali digitali, Too Good To Go è riuscita a creare un interessante effetto a catena, che ha visto agire come protagonisti tanto i consumatori quanto la piccola e grande distribuzione commerciale, in un circolo virtuoso basato su uno scambio vantaggioso per tutti. Così come successo con l’accesso alle comunicazioni, agli scambi professionali o allo svago, vedi il caso di piattaforme come quella di Betway Casino, anche i temi etici hanno dunque potuto godere dell’incredibile potere della digitalizzazione, vero e proprio motore per la diffusione a macchia d’olio di comportamenti positivi.

Sempre più imprese aderiscono al Patto Contro lo Spreco Alimentare

Forte del successo riscontrato in tutta Europa, il team di Too Good To Go non si è fermato e ha anzi dato vita ad altre interessanti iniziative. Particolarmente importante è il Patto Contro lo Spreco Alimentare lanciato nello scorso mese di febbraio, un vero e proprio invito all’azione rivolto alle imprese operanti nel comparto alimentare. Secondo le statistiche, ben 2,5 miliardi di tonnellate di cibo vengono gettate via annualmente in tutto il mondo, provocando non solo uno spreco di cibo ma anche un maggior consumo di risorse naturali, dato che a questi numeri si lega il 10% delle emissioni di CO2 globali. Per superare questa grave anomalia sistemica, il Patto voluto da Too Good To Go punta su 5 pilastri: etichette più chiare, aziende più consapevoli, consumatori sensibilizzati sul tema dello spreco, azioni antispreco all’interno dei supermercati e abbattimento delle quantità da smaltire all’interno delle fabbriche. Sono già diversi i marchi che hanno aderito al Patto, impegnandosi a rispettare questi punti: tra questi, top brand come Cameo, Bauli, Gruppo Végé, Carrefour, Unilever, Birra Peroni, Granarolo e NaturaSì, per un totale di 23 aziende già in prima linea per lavorare in un’ottica di sostenibilità a 360 gradi.

Siamo probabilmente solo all’inizio di un movimento di rivoluzione in tal senso, che porterà molte aziende produttrici e insegne della grande distribuzione a cooperare sempre di più verso l’obiettivo comune. Il messaggio lanciato da Too Good To Go non può più infatti essere ignorato ed è facile prevedere un coinvolgimento via via maggiore di tutta la filiera, dalle multinazionali fino al consumatore finale. Una corsa contro il tempo che anche grazie al supporto delle tecnologie digitali non sembra più così impossibile!

 

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