Home Sport A quali trofei può ambire l'Inter di Simone Inzaghi in questa stagione?

A quali trofei può ambire l’Inter di Simone Inzaghi in questa stagione?

Archiviato abbondantemente il capitolo Supercoppa con il guizzo finale di Sanchez e il successo sulla Juventus, l’Inter inizia a stendere il primo bilancio sportivo della stagione 2021-22. La squadra di Simone Inzaghi è in piena corsa per la vittoria del campionato e sulla carta resta la squadra da battere considerando il potenziale esplosivo della rosa: una formazione da oltre 165 milioni di euro secondo le valutazioni di Transfermarkt. Diametralmente opposto è il discorso Champions League: nell’andata con il Liverpool i nerazzurri hanno confermato la solita inadeguatezza delle formazioni italiane rispetto ai top club stranieri sul piano economico, tecnico e dell’esperienza sportiva. La finale di San Pietroburgo resta una chimera. Infine c’è la Coppa Italia, che per importanza e blasone non sembra essere esattamente il primo tra gli obiettivi della presidenza Zhang.

In definitiva ciò a cui può davvero puntare l’Inter di Simone Inzaghi è una combo Scudetto – Coppa Italia. Un termine spesso utilizzato dagli appassionati di sport, ma che assume diversi significati in base all’ambito in cui si usa. Per esempio nel mondo dei pronostici vuol dire tutt’altro. Per capirlo si può leggere una guida su cosa si intende per scommesse combo, che spiega in maniera piuttosto semplice di che cosa si stia parlando, rispondendo anche alle domande piú comuni sull’argomento. Tornando sul piano sportivo, ecco invece i motivi per cui i nerazzurri potrebbero pensare di poter portare a casa solo il binomio scudetto – Coppa.

Campionato. É il traguardo più abbordabile della gestione Inzaghi, nonostante l’accesa competizione con la sponda rossonera di Milano e con il Napoli di Spalletti. Tuttavia, il break di Scamacca e Raspadori, nella gara interna con il Sassuolo, ha messo in discussione alcune certezze nerazzurre a pochi giorni di distanza dall’altro ko interno contro i red devils di Klopp. La classica prova di maturità che può sancire l’allungo in classifica grazie al passo falso degli altri si è trasformata nella tipica debacle da ansia di prestazione. L’Inter che vuole portare a casa il suo ventesimo scudetto, da qui in poi non deve permettersi l’aria svagata messa in campo contro il Sassuolo ammazza-grandi, che dopo 40 secondi era già pericolosissima in area nerazzurra. Ma dovrà anche conquistare una certa indipendenza dall’insostituibile Brozovic. Il suo impatto in ogni gara è devastante: il numero medio di palloni toccati in ogni match è di almeno 80, Gagliardini ne ha giocati 30 contro i neroverdi. E poi ci sono i rumors, quelli che vedono Inzaghi osservato speciale dall’Inghilterra, sponda Manchester United. Il calo di concentrazioni può avere qualche tipo di collegamento con l’interesse del club inglese tentato dall’esonero di Ralf Rangnick?

Champions League. La brigata di Manè, Salah e Firmino, decisamente a rischio per il ritorno,  ha evidenziato un sostanziale baratro tra il calcio di Inzaghi e quello di Klopp, e di riflesso, mostra un gap difficilmente colmabile tra il calcio italiano e quello inglese. In pratica i nerazzurri hanno dovuto giocare la gara perfetta per concedere, nonostante tutto, due gol improvvisi al Liverpool. La squadra di Inzaghi ha espresso una delle migliori partite dell’anno, i red devils hanno scelto di resistere in sofferenza senza mai disunirsi e punire con il classico uno-due in pochissimi minuti. Il parco giocatori non ha eguali, considerando che Klopp ha potuto schierare dalla panchina atleti del calibro di  Firmino, Keita, Luís Díaz, Henderson e Milner. In sintesi, e prima ancora del ritorno all’Anfield, le chance interiste di portare la Champions a Milano sono davvero marginali. Sul piano europeo, le squadre che ambiscono alla finale di San Pietroburgo sono corazzate impressionanti. Difficile tenere testa a formazioni tipo  City, Real, Bayern Monaco e PSG, quello di Gigio Donnarumma che guadagna cifre da capogiro ai piedi della Tour Eiffel. Per i nerazzurri, giocoforza, sarà una comparsata a meno di miracoli sportivi e nel calcio, si sa, tutto puó succedere.

Coppa Italia. Magra consolazione. Eppure l’Inter potrebbe aggiungere al proprio palmares la sua ottava Coppa Italia. Del resto l’ultimo trofeo risale al 2010-11. Sulla sua strada c’è di nuovo il Milan. Perlomeno non mancherà l’adrenalina in questa seconda parte di stagione sul verde del Meazza.

 

 



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