La pelle dei neonati è tenerissima e delicata. Sin dai primi giorni di vita essa va trattata con ogni accortezza, soprattutto perché si ritrova ad adattarsi ad un ambiente totalmente diverso rispetto alla pancia della mamma. Quando il piccolo nasce si possono verificare alcune problematiche dovute proprio a questo adattamento e che, tuttavia, fanno parte della fisiologia del neonato.

Dermatiti e altri problemi comuni

Conoscerle è importante per evitare timori e ansie e agire nel migliore dei modi per ripristinare al più presto il benessere del bebè. Tra queste figurano la dermatite sul viso del neonato o quella sul corpo che possono essere causate da detergenti, strofinii del pannolone o infezioni e che si risolvono in breve tempo. La pelle, come anticipato, è delicatissima soprattutto nelle prime settimane di vita per cui vediamo in che modo trattarla per mantenerla sana e bella.

La pelle del neonato si fortifica giorno dopo giorno

La pelle del neonato è caratterizzata da ghiandole sebacee che non funzionano ancora troppo bene. Difatti lo strado idrolipidico non è ancora formato e questo spiega perché i neonati sono sempre profumati e, soprattutto, soggetti maggiormente alla secchezza cutanea. Inoltre la pelle dei neonati non è ancora in grado di produrre melanina, il che li espone a grossi rischi quando questa entra a contatto con i raggi solari. La pelle è sottilissima al punto da far penetrare direttamente nell’organismo i principi attivi delle creme, incluse quelle per la protezione dal sole. Pertanto fino a 36 mesi non andrebbero usati solari e altri prodotti di protezione topica.

Anche le ghiandole sudoripare sono inesistenti e, per questo, la capacità di sudare e di raffreddare la pelle verrà sviluppata nel tempo, a partire dal terzo anno di vita in poi. Questo significa che i neonati non sono in grado di regolare la temperatura attraverso la pelle, motivo per cui dovranno essere controllati periodicamente e vestiti in modo adeguato rispetto al clima.

Cute sensibile agli attacchi esterni

La cute del neonato è anche prima del mantello protettivo a base acida, il che lo espone continuamente al rischio di batteri, funghi e altri attacchi esterni. Pertanto questa assume un PH neutro che solo dopo qualche settimana passa ad essere acido e, dunque, più resistente. Di conseguenza anche le cellule della cute avranno bisogno di tempo per connettersi tra loro. La pelle risulta essere permeabile anche a coloranti e altri materiali spesso presenti su tessuti di scarsa qualità. Per l’abbigliamento è preferibile optare per fibre naturali che, comunque, andrebbero lavate a fondo prima di essere messe a contatto con il bambino.

Il bagnetto

Il bagnetto dovrà essere effettuato a base di acqua e detergenti delicati oleosi, non aggressivi e, soprattutto a PH neutro. Dopo il lavaggio la pelle dovrà essere tamponata delicatamente e, al più, lenita con lozioni dove si verificano secchezza ed escoriazioni. Certo è che lasciare che il piccolo sgambetti nudo all’aria rafforzerà la sua pelle mentre le coccole lo aiuteranno a stimolare l’irrorazione cutanea e ad aumentare la resistenza.