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Navalny, chi è? Attivista, Russia, carcere, le proteste

Alexei Navalny è il più famoso oppositore russo che direttamente dal carcere ha incitato tutto il popolo russo alla protesta contro gli ultimi accadimenti militari in Ucraina.

Navalny ha più volte ribadito il suo pensiero, la Russia intera non è Putin, il popolo è diverso dal suo leader come si può ben vedere dalle proteste messe in atto da centinaia di cittadini contro la guerra condotta su territorio ucraino.

Chi è Alexei Navalny che continua ad esporsi ed opporsi a Putin

Aleksej Navalny è un attivista russo diventato leader di un movimento di protesta nei confronti del leader Putin già nel 2011. Purtroppo a causa della sua opposizione contro Putin, Navalny è stato più volte arrestato ed imprigionato con accuse politiche che avevano poco fondamento.

Navalny è anche stato leader del partito che ha concorso nel 2013 a diventare sindaco di Mosca ma senza successo. Nel 2013 infatti è arrivato secondo mentre nel 2016 è stato direttamente escluso dalle elezioni a causa di motivi procedurali.

È nato nel 1976 e si è interessato alla politica fin da giovane, per diventare oggi il più grande critico ed oppositore di Putin in tutta la Russia.

È nato nella regione di Mosca da un ufficiale dell’esercito russo. Si laurea prima in Giurisprudenza e poi in finanza e nel 2000 si iscrive al partito Jabloko diventandone uno dei leader nell’area di Mosca.

Nel 2004 fonda un movimento cittadino opponendosi alla corruzione ed alla violazione dei diritti dei cittadini e continuerà per molti anni ad organizzare marce e manifestazioni contro l’odio razziale.

Nel 2007 ha fondato il suo primo partito politico, Narod, alla base del quale c’è la tematica dell’immigrazione.

L’avvelenamento e il carcere

È stato vittima di un tentativo di avvelenamento nell’agosto del 2020. Navalny e la sua portavoce erano su un volo che li avrebbe riportati a Mosca quando l’attivista ha iniziato a manifestare un malessere generale perdendo i sensi a bordo dell’aereo.

È stato necessario un atterraggio di emergenza per ricoverare Alexei nell’ospedale più vicino. A causa delle sue condizioni critiche la famiglia richiese che fosse trasportato in un ospedale di Berlino. I medici però respingono la richiesta a causa delle condizioni instabili.

Il 7 settembre esce dal coma indotto. Il 14 dicembre dello stesso anno pubblicano un’indagine che riferisce il tentato avvelenamento di Navalny con gas nervino.

Nel gennaio dello scorso anno Aleksej Navalny viene giudicato responsabile di appropriazione indebita di 30 milioni di rubli rubati ad Yves Rocher. Lo arrestarono direttamente in aeroporto scatenando numerose proteste in tutto il Paese.

Nell’ottobre del 2021 la Commissioni carceraria russa dichiara Navalny un terrorista. Nonostante ciò, nello stesso mese riceve il Premio Sacharov per i diritti umani direttamente dal Parlamento Europeo. Gli conferiscono questo premio per aver combattuto contro il regime di Vladimir Putin anche a costo della sua stessa vita e della sua libertà personale.

Navalny infatti non fu arrestato solo nel 2021. Nel corso della sua vita ha ricevuto numerose condanne che lo hanno portato a scontare diversi periodi in carcere. Le accuse erano di corruzione e di partecipazione a proteste non autorizzate.



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