Volodymyr Zelensky è l’attuale Capo di Stato dell’Ucraina. Alle spalle ha una carriera da attore ma dal 20 maggio 2019 è diventato presidente dell’ex paese sovietico. La sua posizione è molto complessa, nei soli 3 anni di presidenza ha già dovuto affrontare tutto ciò che ha comportato la pandemia da Covid-19 e, da oltre due mesi a questa parte, la guerra con la Russia. Scopriamo però le carte, capiamo chi è Volodymyr Zelensky e come è arrivato fino a questo punto.

Nato a Kryvyj Rih, città con poco più di mezzo milioni di abitanti, il 25 gennaio del 1978, Zelensky si laurea dapprima in Giurisprudenza e poi si dedica alla carriera di attore. Con la sua passione e la sua dedizione al mondo della Televisione, riesce a fondare una casa di produzione molto attiva nel mondo dei cartoni animanti e delle serie Tv. Grande particolarità di questa casa editrice è dovuta a “Servitore del popolo“, serie molto apprezzata in patria e che vede lo stesso Zelensky protagonista della scena. Durante il corso delle vicende il protagonista diventa proprio presidente dell’Ucraina, per la serie dalla finzione alla realtà. Una sorta di premonizione.

Matrimonio e vita privata di Zelensky

Il presidente ucraino è sposato con Olena Zelenska, nata il 6 febbraio del 1978 e quindi di pochi giorni più giovane del marito. Olena è una delle donne più influenti del paese, nel 2019 è stata inserita alla posizione numero 30 proprio in questa speciale classifica ucraina. Oltre ad aver assunto la posizione di First Lady, a partire dal 2019, è una nota scrittrice e sceneggiatrice oltre ad essere uno stimato architetto.

Olena Zelenska e Volodymyr Zelensky hanno intrapreso una lunga relazione, durata ben 8 anni, prima di fare il grande passo del matrimonio. Questo è avvenuto soltanto nel 2003 ed ha dato alla luce due figli, Oleksandra nata nel 2004 e Kyrylo nato nel 2013.

La spinosa questione della Crimea

Uno dei punti cruciali che hanno scatenato la guerra tra la Russia e l’Ucraina è la posizione della Crimea. La regione è de facto appartenente alla Russia ma de iure, fa capo all’Ucraina. La situazione è molto complessa e si è protratta per molti anni. Zelensky non vuole cedere in nessun modo questo territorio chiave e Putin non accenna a fare marcia indietro. L’Ucraina, dal canto suo, ha gestito la Crimea dalla concessione avvenuta nel 1954 fino al 2014, anno in cui si è registrata la crisi politica e militare.

Una situazione quindi molto spinosa che si pone alla base della piramide di cause scatenanti la guerra e che per questo potrebbe avere il potere di farla cessare. Al momento però è difficile che la situazione cambi in una direzione o nell’altra.

Rapporto con la NATO

Altra questione spinosa che Zelensky ha dovuto affrontare nel suo breve periodo di presidenza, è quello relativo alla NATO. Questa è ufficialmente la goccia che ha fatto traboccare il vaso e che ha dato a Putin l’occasione di attaccare il paese confinante. La NATO infatti vorrebbe instaurare un rapporto di collaborazione con l’Ucraina per delimitare il raggio d’azione della Russia. D’altro canto Putin non ha accettato che ciò avvenisse per non lasciarsi schiacciare e controllare dalla superpotenza nemica.