Fincantieri è tra i principali complessi cantieristici a livello mondiale, peraltro, l’unico attivo in tutti i settori della navalmeccanica ad alta tecnologia.  Leader nella realizzazione e trasformazione di unità da crociera, militari (ausiliarie e speciali nonché di sommergibili) e offshore ad alta gamma nei comparti oil & gas edeolico, oltre che nella produzione di sistemi e componenti, nell’offerta di servizi post vendita e nelle soluzioni di arredamento navale. Il gruppo si presenta come un’eccellenza nel settore delle infrastrutture grazie alle sue capacità sviluppate, nel corso di anno di attività, nella gestione di progetti complessi ed è operatore di riferimento nel digitale e nella cybersecurity, nell’elettronica e sistemistica avanzata.

Fondata dall’IRI nel 1959, come società finanziaria di Stato per la cantieristica è oggi tra i più importanti complessi cantieristici al mondo, è presente in tutti i segmenti con un posizionamento distintivo e con un portafoglio prodotti diversificato e fornisce, anche servizi di riparazione e trasformazione navale e post vendita. Fincantieri è quotata a Piazza Affari da giugno 2014. Con oltre 230 anni di storia e più di 7.000 navi costruite, Fincantieri mantiene il proprio know-how e i centri direzionali in Italia, dove impiega 10.000 dipendenti in una rete produttiva di 18 stabilimenti in quattro continenti con oltre 20.000 lavoratori diretti.

Le azioni del gruppo

Con un capitale sociale pari a Euro 862.980.725,70, detenuto per il 71,32% da CDP Industria S.p.A.; la parte restante è distribuita presso il mercato indistinto (salvo lo 0,29% delle azioni proprie possedute da Fincantieri). Nessuno tra gli azionisti privati detiene una quota superiore o uguale al 3%. Il capitale sociale di CDP Industria S.p.A. è detenuto al 100% da Cassa Depositi e Prestiti S.p.A., controllata dal Ministero dell’Economia e delle Finanze per l’82,77% del suo capitale sociale.

Perché perde in Borsa?

Nonostante la continuità garantita per i prossimi 6/7 anni perché Fincantieri continua a perdere in Borsa? Secondo quanto riportato dall’amministratore delegato della società in un comunicato:

Il carico di lavoro ci permette di guardare al futuro con fiducia, confermando una continuità di lavoro per i prossimi 6/7 anni con conseguenti performance finanziarie ed economiche in linea con i target del precedente Business Plan

Nonostante le rassicurazione, la società paga lo scotto di un fardello che porta alle spalle ovvero, l’elevato debito che non accenna a diminuire e che è passato dai 736 milioni di euro di fine 2019 a 980 milioni di euro. Inoltre, il titolo risulta essere sopravvalutato ed un pizzico di fiducia nel futuro si ottiene solo dal confronto tra il fair value e le quotazioni attuali che esprimono una sottovalutazione del 60% circa. E anche quando la tendenza in corso sul time frame giornaliera vira al rialzo e le sorti del titolo sembrano intenzionate a risollevarsi si rivela solo un fuoco di paglia. Ormai le quotazioni sono molto vicine a un’inversione ribassista che non lascia speranza per il futuro.

Conviene investire?

La rischiosità delle azioni Fincantieri risulta essere piuttosto elevata a causa dell’elevato scostamento esistente tra i prezzi, soprattutto in considerazione di quelli dell’ultimo periodo. Pertanto, questo tipo di investimento risulta appropriato a coloro che, consapevoli del rischio di ingenti perdite, si pongono come obiettivo finale gli elevati guadagni.