Iren è una multiservizi che produce e distribuisce energia elettrica, offre servizi di teleriscaldamento, gestisce servizi idrici integrati e quelli ambientali e tecnologici. Quotata presso la Borsa valori di Milano nell’indice FTSE Italia Mid Cap, la società figura tra le 25 maggiori aziende italiane per fatturato, con un bacino di circa 2 milioni di clienti nel settore energetico, 2,8 milioni di abitanti nel ciclo idrico integrato e oltre 3,1 milioni in quello  ambientale. Tra i suoi principali azionisti: FSU (Finanziaria Sviluppo Utilities) Comune di Genova 18,85%; FCTH (Finanziaria Città di Torino Holding) Comune di Torino 13,80%; Comune di Reggio Emilia 6,42%; Comuni della Provincia di Reggio Emilia 5,29%; Comune di Parma 3,16%; Comune e Provincia di La Spezia 1,89%; Comune di Piacenza 1,37%; altri comuni 0,04%; azioni proprie 1,22%; altri azionisti 47,96%.

Iren nasce nel 2010, dalla fusione tra IRIDE (la società che nel 2006 aveva riunito AEM Torino ed AMGA Genova) ed ENÌA (l’azienda nata nel 2005 dall’unione tra AGAC Reggio Emilia, AMPS Parma e Tesa Piacenza). Nel 2014, per 21 milioni di Euro, acquisisce il 31% di Amiat (Azienda Multiservizi Igiene Ambientale), la società deputata ai servizi ambientali per il Comune di Torino e due anni dopo, costituisce la controllata IRETI, per esercitare una gestione integrata sul territorio nazionale la distribuzione di energia elettrica, gas e servizi idrici. Nel 2019 acquisisce la società Unieco Ambiente, attiva nel settore della filiera dei rifiuti in Piemonte, Emilia Romagna, Marche, Toscana e Puglia.

I dati del primo semestre

A chi si domanda se conviene comprare azioni Iren è presto detto, basta analizzare lo scenario storico e gli ultimi mesi di attività. Chiude i primi sei mesi del 2022 con un aumento del 9% ovvero, con un margine operativo lordo di 563 milioni di euro. L’utile netto del periodo attribuibile agli azionisti è di 133 milioni di euro (-31% rispetto a 193 milioni di euro del 2021).

Dati finanziari
Anno201020112012201320142015201620172018201920202021
Totale ricavi3.3913.5214.3283.3732.9023.0943.2833.6974.0414.2753.7254.956
EBITDA6025926306526236788148209679179271.016
Utile netto di Gruppo177(111)1538969118174238242236235303
Totale attivo4.3424.4974.5094.2024.2794.2314.7454.8715.0155.3575.7125.856
Dipendenti (n.)4.7524.6224.5674.5364.5246.1326.2266.2857.0428.1028.6809.055

 

“In uno scenario energetico altamente complesso e sfidante, caratterizzato da uno straordinario rincaro delle materie prime che sta mettendo a dura prova cittadini e imprese, il Gruppo Iren ha incrementato significativamente gli investimenti sui propri territori di riferimento coniugando lo sviluppo con attenzione alla transizione energetica e circolare” spiega Luca Dal Fabbro, presidente di Iren. “I positivi risultati appena approvati confermano le solide fondamenta del Gruppo e la chiara visione strategica in grado di mostrare resilienza di fronte a uno scenario energetico fortemente volatile – sottolinea Gianni Vittorio Armani, amministratore delegato e direttore generale di Iren – Il raddoppio degli investimenti che si attestano pari a 739 milioni di euro evidenzia la capacità di Iren di rispettare i target prefissati, in particolare sull’economia circolare con quattro nuovi impianti realizzati e sulle rinnovabili con 220 MW installati o in costruzione a soli sei mesi dall’approvazione del Piano Industriale”.

Previsioni breve e medio periodo

Dati alla mano, la situazione di medio periodo appare chiaramente negativa, per contro, segnali rialzisti si intravedono nel breve periodo, grazie alla tenuta dell’area di supporto individuata a quota 1,839 Euro. Lo spunto positivo di breve, invece, è indicativo di un cambiamento del trend verso uno scenario rialzista, con la curva che potrebbe spingersi verso l’area di resistenza (stimata a quota 1,892). A livello operativo, lo scenario più appropriato potrebbe essere una ripresa rialzista del titolo (con area di resistenza individuata a 1,945).

Tra i suoi punti di forza:

  • Quota a sconto di circa il 20% rispetto alla media;
  • Il rapporto tra capitalizzazione e fatturato potrebbe dare al titolo notevoli spazi di apprezzamento;
  • Tra i più bassi del settore anche l’EV/EVIBTDA che conferisce al titolo appeal per investimenti a lungo termine;
  • Costante il rendimento del dividendo che si conferma negli anni tra il 3% e il 4%.
  • Previsioni “al rialzo”.