Con oltre un milione di clienti, la Cassa di Risparmio di Genova e Imperia, nota come Banca Carige fa parte del Gruppo Banca BPER e si posiziona tra gli istituti di credito più antichi del mondo. Quotata in Borsa nel 1995, viene sospesa dal 2019 al 2021 dalle negoziazioni alla Borsa Italiana. Con una storia altalenante, oggi, BCA Carige torna alla ribalta e fa discutere in attesa della decisione del giudice sulla procedibilità dell’attuale consiglio di amministraizioni.

Intanto, il Tribunale di Genova si è riservato sull’istanza di Malacalza Investimenti che aveva impugnato la delibera dell’assemblea di Banca Carige per la nominato del Cda e al contempo, aveva rinunciato, con una transazione, alle azioni di responsabilità nei confronti dell’ex presidente, Cesare Castelbarco Albani, e dell’ex ad Piero Luigi Montani, amministratore delegato di BPER, acquirente dell’istituto ligure. Già a fine luglio il tribunale aveva sospeso l’esecutività della delibera e le parti adesso dovranno depositare le conclusioni scritte.

Le azioni del gruppo

Per quanto riguarda, invece, l’offerta pubblica di acquisto obbligatoria totalitaria sulle azioni ordinarie di Banca Carige, BPER Banca ha reso noto che risultano un totale di 96.028.048 azioni ordinarie, rappresentative di circa il 12,6% del capitale ordinario dell’istituto ligure, oltre a un’azione di risparmio della banca. Ad esito dell’offerta obbligatoria BPER Banca raggiungerà quota 714.315.304 per azioni ordinarie di Banca Carige ovvero, circa il 93,9% del capitale ordinario, oltre il 5% del capitale di azioni di risparmio.

I risultati definitivi evidenziano il raggiungimento di una partecipazione complessiva superiore al 90% del capitale ordinario di Banca Carige, ma comunque sempre inferiore al 95% del capitale. Pertanto, si conferma la sussistenza dei presupposti richiesti tra cui dell’obbligo di acquisto delle azioni non portate in adesione e cioè il 6,1% rimanente del capitale di Banca Carige, pari a 46.408.080 azioni ordinarie. Il periodo di sell-out è fissato tra il 22 agosto 2022 ed il 9 settembre 2022. Obiettivo finale delle offerte: il delisting, la revoca dalle negoziazioni di Banca Carige.

Scenari futuri

Il decreto del Tribunale di Genova di luglio era stato adottato inaudita altera parte – ai sensi dell’articolo 2378, comma 3, del codice civile, che consente la sospensione in caso “di eccezionale e motivata urgenza”, su ricorso di Malacalza Investimenti (la holding della famiglia Malacalza che aveva sostenuto le azioni di responsabilità e che aveva impugnato le delibere). Carige, per contro, aveva ribadito la legittimità delle decisioni dell’assemblea. Tra i due scenari possibili, che si aprono per la banca: il primo dove, il giudice potrebbe rigettare l’istanza di annullamento e a quel punto il consiglio di amministrazione dell’istituto ligure sarebbe riconosciuto come legittimo permettendo l’immediata ripresa dell’operatività.

In quel caso il board sarebbe quindi convocato in tempi stretti per l’approvazione dei conti al 30 giugno 2022 e del progetto di fusione con BPER. Anche se poi, Malacalza Investimenti potrebbe fare reclamo sempre al Tribunale di Genova che non sospenderebbe in ogni caso l’operatività del cda. Mentre il secondo scenario, cioè l’accoglimento della sospensione delle delibere di giugno, farebbe rimandare la fusione, anche se di poco più di un mese. Con l’annullamento della nomina gli azionisti dovrebbero procedere alla convocazione di una nuova assemblea e alla nomina di un nuovo consiglio di amministrazione per consentire di rispettare il termine del 31 dicembre, oltre il quale BPER perderebbe il mezzo miliardo di benefici fiscali riservati all’operazione. Il nuovo cda, in questo secondo scenario, riprenderebbe in mano la semestrale e la fusione.