Si terrà nel primo pomeriggio l’attesa riunione della BCE.

La Banca Centrale Europea dovrà assumere le decisioni su tassi di interesse e politica monetaria su cui pongono il focus gli investitori internazionali.

Il motivo è, ovviamente, legato alla consistenza dell’intervento sui tassi di interesse che tutti danno per scontato.

Si tratta, dunque, di adottare le misure necessarie a contrastare la dilagante ondata di inflazione che ha investito tutti i mercati occidentali e che ha costretto quasi tutte le banche centrali ad intervenire in modo massiccio.

BCE oggi e politica deflattiva

Le attese degli osservatori sono per un aumento nell’ordine dello 0,75% perché, nonostante qualche flebile segnale di miglioramento, la situazione mondiale resta critica.

La Federal Reserve ha avviato il cambio di rotta adottando una stretta sui tassi che ha scosso non poco l’economia americana e anche nel vecchio continente c’è il timore che una politica troppo aggressiva sui tassi possa, invece, togliere ossigeno all’economia.

Ricordiamo che l’Eurozona è uscita da pochissimo e con le ossa rotte dalla crisi pandemica ed ora subisce le conseguenze peggiori dalle sanzioni comminate alla Russia.

Scenari possibili per la BCE

Quello che tutti si chiedo è quale sia il limite tra necessità di porre un freno alla liquidità in circolazione e quella di sostenere la ripresa economica necessaria per uscire dall’impasse.

Una politica dei tassi troppo morbida potrebbe non risolvere il problema dell’inflazione ed esporre la moneta alle speculazioni internazionali sui mercati (Bce cambi).

Da questo punto di vista sono emblematici gli esempi di Giappone e Canada.

Nel primo caso, la Bank of Japan da sempre adotta tassi minimi per favorire l’economia ma, dopo il crollo della divisa nipponica nei confronti del Dollaro, è stata costretta a ben due interventi nel giro di un mese.

Il Canada, invece, ha optato per un rialzo moderato dei tassi, ma la misura non è piaciuta agli investitori e il risultato è stato il crollo del Dollaro Canadese nei riguardi della Sterlina Inglese, forte della ritrovata fiducia dopo la nomina del nuovo premier Rishi Sunak.

Se le attese sulle decisioni della Banca Europea sono per un aumento di 75 punti base, in molti ritengono che il Presidente Bce Christine Lagarde opterà per una politica attendista nella speranza di dare ossigeno all’economia.

Se il quantitative tightening verrà avviato dopo la conclusione del ciclo di aumento programmato dei tassi, allora il rischio è di diffondere un sentiment negativo e scatenare la speculazione.

Sentiment dei mercati

In attesa delle decisione di Lagarde,  Presidente Banca Centrale Europea, e dei dati Usa su PIL e situazione occupazionale e sussidi, le borse sono in attesa.

La speranza di tutti è che arrivino buone notizie da Wall Street poiché il rimbalzo pronosticato del 2,4% sul Prodotto Interno statunitense trascinerebbe le borse al rialzo e contribuirebbe a diffondere ottimismo nei mercati.

Se è vero che i dati trimestrali sono abbastanza volatili, è vero anche che in questo momento basta poco per indirizzare il consenso generale verso l’ottimismo oppure in direzione opposta, in una spirale pericolosa di depressione e recessione.

Il consensus delle principali società di investimento è unanime e ritiene plausibile un aumento dei tassi pari a 75bp.

Il pericolo per i traders che sottolineano è che in sede BCE ci si troverà a scegliere tra la moral suasion della politica, timorosa che il giro di vite porti dritto verso la recessione, e la necessità di ridurre l’inflazione a costo di affrontare una fase recessiva.

Focus, dunque, sulla reazione dei mercati.