Unicredit mostra il proprio ottimismo per una possibile ripresa già nel 2023.

E’ quanto emerge dalle parole di Andrea Orcel, CEO di Unicredit, intervistato da Bloomberg TV nel corso del meeting Davos.

Orcel ha parlato del miglioramento della situazione sul fronte non performing loan, nonostante la situazione derivante dall’aumento dei tassi.

L’esposizione sui crediti deteriorati continua a comprimersi e ciò rende più leggero il peso sul bilancio, con positive ricadute in termini di sentiment degli investitori e view da parte del consensus.

Il mercato ha immediatamente reagito alle parole dell’amministratore delegato, dato che il titolo ha chiuso in crescita la seduta a Piazza Affari.

Unicredit Banca, intanto, si appresta a pubblicare i dati complessivi del 2022 entro il 31 gennaio, anticipando il dato positivo di fine 2022.

Il manager ha, poi, parlato del target di pay out nel triennio, dopo la distribuzione agli azionisti del 100% dell’utile netto sottostante per l’anno 2021, pari a 3,7 mld si euro (azioni Unicredit).

Unicredit, concentrandosi su asset remunerativi per i propri azionisti, intende mantenere gli impegni e distribuire i 16 miliardi previsti nonostante le fluttuazioni del mercato.

Quotazioni Unicredit azioni

Come anticipato, in titolo ha terminato la seduta in recupero, chiudendo sulla parità a 14,62 euro, dopo un avvio in discesa e un minimo di 14,5.

Il titolo ha chiuso l’anno con un guadagno pari al 6,7% ma nell’ultimo trimestre la performance ha fatto segnare +30%, indicativo sul periodo positivo per la banca.

Ricordiamo che il Gruppo Unicredit, che vanta una capitalizzazione di circa 28,2 mld, è attivo nel settore corporate e retail (unicredit privati), fornendo i classici servizi bancari attraverso il sito www.unicredit.it (unicredit online).

L’offerta della società, inoltre, prevede servizi finanziari ed assicurativi, consulenza e gestione.

L’ultimo dividendo distribuito è stato pari a 0,5 euro per ogni azione Unicredit.

Previsioni e trend

Al momento, la visione del consensus è neutra, e suggerisce di limitare la propria esposizione sul titolo.

Il trend secondario, però, è connotato da una moderata propensione rialzista nel medio e lungo termine, data la posizione del prezzo al di sopra della media mobile lenta.

Nessuna indicazione definitiva, invece, dall’analisi tecnica, sebbene lo stocastico e l’indice RSI siano ormai prossimi all’area di ipercomprato.

L’analisi a 21 giorni mostra una diminuzione dei volumi di scambio, una variazione del prezzo del 15% mentre la volatilità si attesta sul 24,5%.

Ad oggi, il titolo non pare avere ancora la forza necessaria a superare la resistenza di 14,9 euro ed aggredire il target posto a 15, nonostante si trovi ben lontano dallo stop posto a 14,3 (Unicredit quotazioni).

Gli analisti suggeriscono, quindi, di attendere una migliore definizione del trend prima di aprire nuove posizioni.

Spunti operativi

Per chi fosse interessato ad operare nel lungo periodo, gli esperti forniscono qualche spunto operativo sul titolo.

Gli esperti suggeriscono un entry price di 14,5 puntando al target di 16 euro, ed impostando lo stop a 13,9 (quotazione Unicredit).

Sull’esito dell’operazione insistono ancora diverse incognite, legate soprattutto alla politica monetaria della BCE che, a quanto pare, sembra intenzionata ad aumentare ulteriormente i tassi di interesse.