In molti si chiedono se davvero tra non molto mangeremo insetti al ristorante, ma per coloro i quali vedono di buon occhio e senza preconcetti tale prospettiva, una domanda interessante potrebbe essere quanto costa la farina di grillo.

L”argomento relativo all’impiego delle farine di insetti e larve nella nostra alimentazione, risale al 2018 a seguito dell’adozione del nuovo regolamento dei novel food che ne ha disciplinato l’utilizzo.

In realtà, la normazione della materia può essere ricondotta al Regolamento CE 258/97 con il quale venivano catalogati quei prodotti alimentari dall’utilizzo poco significativo.

Infine proprio oggi, 26 gennaio, rende possibile la commercializzazione di alimenti e derivati a base di insetti (insetti farina).

Secondo la Comunità Europea, il consumo di farine di grilli ma anche di locuste e larve rappresenterebbe l’ottimale alternativa al consumo di proteine animali, e ciò consentirebbe di ottenere alcuni vantaggi.

Rispetto alla carne di allevamento, le farine di insetti contengono il triplo di proteine a fronte di un valore di carbon footprint pari all’1%.

In pratica, rende disponibili alimenti più nutrienti che consumano meno risorse naturali e inquinano di meno rispetto al tradizionale allevamento.

Come si ottiene la farina di grillo?

La domanda appare scontata ma attorno ai procedimenti per ottenere la polvere di insetto, esistono ancora polemiche e perplessità, anche da parte degli animalisti.

La farina si ottiene macinando grilli di allevamento, precedentemente trattati ed essiccati (grillo insetto).

Parliamo dell’acheta domesticus, i classici grilli insetti domestici, allevato in apposite strutture.

Agli animali, un giorno prima della lavorazione, non vengono somministrati alimenti, per agevolarne lo svuotamento dell’intestino, per poi congelarli e successivamente essiccarli.

Una volta estratto l’olio, si procede alla macinatura per ottenere una farina parzialmente sgrassata, ricca di proteine, dato che negli insetti la percentuale proteica è mediamente del 60% contro il 25/30 della carne di manzo.

Questo prodotto viene, infatti, valutato come un eccellente sostituto di carne e proteine animali.

Calcolando in circa 2mila le specie di insetti commestibili, si stima di poter sfamare 2 miliardi di persone, soprattutto nei paesi in via di sviluppo dove la mancanza di cibo è causa di un alto tasso di mortalità.

Farina di grillo: utilizzi alimentari e prezzi

E veniamo alla domanda principale: quanto costa la farina di grillo?

In base ai portali specializzati, i prezzi oscillano tra gli 80 e i 100 euro al chilo anche se gli esperti ritengono che la creazione di economie di scala consentirà ai produttori di abbassare sensibilmente i prezzi in tempi ridotti.

Intanto l’EFSA, l’autorità per la sicurezza alimentare in Europa, ha stabilito la lista di prodotti che potranno contenere farina di grilli, larve e prodotti derivati (insetto grillo).

In breve, pane e pasta, pizza, snack e zuppe, cracker, grissini e biscotti, sostituti della carne e pesino prodotti a base di cioccolato potranno contenerne.

Resta inteso che tali prodotti dovranno adeguatamente segnalarne la percentuale di insetti grillo contenuta.

Fa bene o fa male?

Immaginiamo la ritrosia soprattutto da parte di chi è abituato alla dieta mediterranea, ma la farina di grillo fa realmente bene o crea problemi?

L’efsa ritiene che la ricchezza di fibre e vitamina B12, di ferro e calcio la rendono più sana della dieta mediterranea, poiché aiuterebbe lo sviluppo osseo e la prevenzione di alcune forme di anemie.

Non tutti concordano, soprattutto in Italia.

Coldiretti, ad esempio, esprime perplessità sulle reali stime relative all’impatto ambientale, ma anche sugli effetti sulla salute.

A quanto pare le farine di insetti favorirebbero forme di allergie, soprattutto in soggetti già allergici ad acari ma anche a molluschi e crostacei.