L’istruzione è obbligatoria e gratuita, almeno fino al compimento del sedicesimo anno di vita dello studente. Anche per il 2023, le tasse scolastiche varranno al raggiungimento del quarto e quinto anno delle secondarie di secondo grado, o scuola superiore.

Lo stabilisce a oltre 10 anni la Circolare Ministeriale 30/12/2010, numero 101. L’articolo 1 in particolare specifica che nel nostro attuale ordinamento l’istruzione deve essere garantita a partire dai 6 e fino ai 16 anni .

Le cosiddette tasse scolastiche obbligatorie corrispondono a imposte erariali dovute all’Agenzia delle Entrate. Cosa ben diversa dal contributo volontario scolastico. Si tratta infatti di un sostegno economico volontario: ovvero, il genitore può scegliere se pagare o meno.

Contributo volontario scuola, ecco cosa sappiamo

Il contributo scolastico viene solitamente richiesta direttamente dagli istituti scolastici stessi in modo da rendere migliore l’esperienza formativa degli studenti. Il Ministero dell’Istruzione e del Merito ha deciso però di fare chiarezza sulla nota 593 del 7/03/2013 che se ne occuperebbe.

Il rischio infatti è quello di una lesione del diritto allo studio, protetto dalla stessa Costituzione. Quindi nessun obbligo certificato di pagamenti obbligatori, eccezion fatta per il target di età che va dai 17 ai 18 anni.

Tuttavia, gli istituti possono fare richiesta di rimborso alle famiglie per alcune spese dagli stessi sostenuti. Per esempio l’assicurazione degli alunni, il libretto di assenze (se cartaceo), gite scolastiche, organizzazioni di eventi didattici ecc.

Ecco quali sono le tasse scolastiche e chi ne è esonerato

In base al bollettino 1016 esistono diversi tipi di tasse. Quella d’iscrizione pari a 6,04 euro l’anno. Quella di frequenza, rateizzabile in quattro rate (settembre, dicembre, febbraio e aprile) ciascuna di 15,13 euro. La tassa per gli esami di idoneità (integrativi, maturità, abilitazione) dell’importo di 12,09 euro. Quella di rilascio dei diplomi, in unica soluzione al momento della consegna del titolo, pari a 15,13 euro.

Ma chi è esonerato dal pagamento delle imposte scolastiche?

I criteri solitamente considerati fanno capo a merito, motivi di carattere economico e appartenenze a certe categorie. Tali requisiti sono fissati dall’art. 200 Decreto Legislativo 297 del 16 aprile 1994 e consente agevolazioni e/o esoneri dal pagamento di rate scolastiche e contributi obbligatori.

Per quel che riguarda i casi di merito, le tasse scolastiche non andranno a interessare tutti quegli alunni con votazioni alte. Più precisamente, se all’ultimo scrutinio risulti ave conseguito una media pari o superiore a 8/10.

Alla classe dei motivi economici rientrano tutti coloro appartenenti a famiglie in difficoltà. E per le quali sono già disposte tutte una serie di agevolazioni e bonus legate direttamente al proprio Isee.

Che comunque dovrà risultare agli atti non superiore a 10 mila euro. Tra gli studenti esonerati dal pagamento delle tasse scolastiche rientrano coloro il cui nucleo famigliare possieda un reddito medio al di sotto dei 20 mila euro.

In ultimo, sono quattro le categorie di alunni liberi dall’obbligo delle imposte scolastiche. Abbiamo gli orfani di guerra o di caduti per lotte di liberazione. Gli orfani di genitori rimasti uccisi in servizio o sul posto di lavoro. Ancora i figli di invalidi o mutilati di guerra, durante il proprio servizio o a lavoro. I ragazzi certificati invalidi per cecità.