Quanto costa una caldaia? Modelli attuali e ostacoli normativi

Il tema energetico e dell’efficientamento delle proprie abitazioni da questo punto di vista, sta sempre più catturando l’attenzione dei consumatori.

La normativa europea è in continua evoluzione, e la possibilità di approfittare di incentivi e bonus rende appetibili i lavori di adeguamento, ma sono proprio le tante novità e le incertezze sul futuro a destare perplessità.

Una delle ultime novità riguarda proprio le caldaie.

A quanto pare, nell’ambito del progetto RepowerEu, la Commissione Europea è decisa a varare un nuovo pacchetto di soluzioni volte a rendere l’Europa indipendente dal gas russo.

Si pensa, inoltre, ad un giro di vite sulle emissioni nocive e, visto che il riscaldamento residenziale è responsabile della maggior parte delle polveri sottili in città, oltre che delle altre emissioni, questa volta a rischiare sono le caldaie.

Quale futuro per le caldaie?

Le caldaie tradizionali, così come quelle a condensazione, utilizzano ancora combustibile fossile, in particolare metano.

Bruxelles, dunque, pensa di vietarne la produzione e vendita a partire dal 2029 e questo avrebbe notevoli ripercussioni sul mercato.

Solo in Italia le caldaie sono circa 20 milioni secondo le stime, un numero di potenziali nuovi clienti che adesso non sa quale soluzione adottare e se, nel mentre, acquistare un modello tradizionale.

Modelli attuali

Attualmente, la maggior parte delle caldaie è a metano, anche se una percentuale utilizza  GPL, biomassa o gasolio.

Esistono modelli da interno, a tenuta stagna, e da esterno con la canna fumaria aperta, senza parlare dei terminali.

Vi si possono accoppiare, infatti, pannelli radianti, a pavimento, termosifoni, e i costi di acquisto e di manutenzione dipendono proprio dalla combinazione di tali fattori.

Quanto costa una caldaia

Per capire quanto costa una caldaia e se fa al caso nostro dovremo, dunque, considerare tutte le tipologie di caldaie illustrate, il volume degli ambienti e i costi energetici.

Se parliamo solo di acquisto, una caldaia tradizionale può costare, compresa l’installazione, dai 5/600 euro e superare i 2000.

Parliamo, in particolare, delle caldaie a condensazione, la cui tecnologia consente di risparmiare sui costi ed è più green rispetto ai classici riscaldatori di acqua.

Questi ultimi, infatti, sono più obsoleti e soffrono di una notevole dispersione di calore che, nel caso della tecnologia a condensazione, in parte viene recuperato.

Alternative e possibili scenari

Facciamo un passo indietro.

In apertura abbiamo parlato della possibilità che l’Europa vieti la vendita di nuove caldaie, di tipo tradizionale, a partire dal 2029.

Questo, dunque, non dovrebbe impattare su eventuali modelli già acquistati ed installati nelle nostre abitazioni, ma in tanti temono sorprese.

Proprio le continue evoluzioni sul tema della transizione energetica destano preoccupazioni e scetticismo.

Il timore è quello di acquistare e montare un nuovo impianto, con o senza bonus e detrazioni, ma di vederlo messo fuori norma da un ulteriore giro di vite.

Si parla, infatti, di utilizzo esclusivo di pompe di calore che, oltre ad avere un costo proibitivo, a causa delle dimensioni potrebbero non essere impiantabili in tutte le case.

E ancora, seppure si preferisse utilizzare biocarburanti o carburanti sintetici, tanti impianto potrebbero non essere compatibili.

Nel dubbio, potrebbe essere buona norma attendere ulteriori sviluppi.

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