Quali paesi hanno la Leva Obbligatoria? Potrebbe tornare in Italia? Qui le risposte

Si è tornato a parlare ancora una volta di leva obbligatoria, ovvero il servizio militari obbligatorio per tutte quelle persone che raggiungono una determinata età, cosa abolita ormai da diverso tempo in Italia e nel mondo per una serie di ragioni che rendevano questo meccanismo costoso e poco efficiente per la creazione di un esercito di difesa nazionale.

Ci sono però diversi paesi nel mondo, anche piuttosto avanzati che hanno ancora la leva obbligatoria e vedremo in questo articolo quali sono. Inoltre proveremo a capire se c’è una possibilità che torni in Italia.

Leva obbligatoria: in quali paesi c’è ancora?

La leva obbligatoria è ormai piuttosto rara nel mondo, eppure alcuni paesi l’hanno reintrodotta a seguito delle crescenti tensioni internazionali. Tra le nazioni che hanno l’obbligo ancora oggi troviamo: Austria, Brasile, Corea del Nord, Cina, Corea del Sud, Finlandia, Danimarca, Israele, Grecia, Russia, Svezia, Norvegia, Svizzera, Turchia e Ucraina.

Tra le grandi potenze europee quasi nessuna ha la leva obbligatoria. La Germania l’ha sospesa ormai nel 2011, mentre la Francia già nel 1997.

Infine è bene ricordare che molti paesi hanno sostituito la leva obbligatoria con una servizio militare su base volontaria, un po’ come in Italia. Tra questi ci sono: Stati Uniti, Canada, Giappone, India, Irlanda e appunto l’Italia.

Leva obbligatoria in Italia: può tornare?

La risposta più breve a questa domanda è no, è improbabile che la leva obbligatoria militare ritorni in Italia. Le ragioni stanno alla base stessa della scelta di abolirla: con il tempo tante nazioni hanno capito come un esercito anche ridotto nelle unità, ma con personale più qualificato e motivato dalla scelta volontaria, valga molto di più di un personale spesso insofferente e obbligato.

Questa scelta ha privilegiato la qualità dunque delle truppe, che oggi sono composte da personale addestrato per anni a compiere quello che è quasi una missione di vita oltre che un lavoro.

Questo non toglie però che in particolari condizioni geopolitiche qualcosa possa cambiare. Ad oggi però il rischio non sembra vicino e, nonostante le minacce russe o la situazione instabile del Medioriente, l’Italia e la Nato puntano su un esercito fatto da persone qualificate e non volontari improvvisati.

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