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Fotopsie: cause, sintomi e quanto durano

Le fotopsie ( cioè i lampi di luce davanti gli occhi) sono un sintomo piuttosto comune. Sebbene la maggior parte delle fotopsie siano di origine retinica, occorre caratterizzare l’aspetto, l’insorgenza e le caratteristiche associate, le motivazioni alla base quindi, per determinare la causa di queste descrizioni importanti ma diverse di “luci lampeggianti”, come spesso le descrivano chi ne viene colpito spesso.

Trazione vitreoretinica, emicrania oculare, degenerazione maculare legata all’età, diabete, flusso sanguigno cerebrale, allucinazioni visive, retinopatia associata al cancro, fenomeno entoptico, fosfeni e disfotopsie associate al cristallino…sono tra le cause comuni di fotopsie.
Ma andiamo con ordine.

Fotopsie quando avvengono

Le fotopsie si verificano quando il vitreo tira la retina.

La tensione del vitreo sulla retina provoca come un fuoco delle cellule della retina e porta alla percezione di lampi di luce.
Questi flash in genere durano meno di un secondo e sono descritti come una serie di fulmini o di flash che si notano in periferia dell’occhio.

La forma della striscia di fulmine è solitamente curvilinea a causa del bordo della trazione vitreoretinica.
Le fotopsie possono verificarsi unilateralmente o bilateralmente, ma i lampi bilaterali si verificano tipicamente in momenti diversi in ciascun occhio.

Fotopsie cause più comuni

  • Emicrania oculare

L’emicrania è una sindrome da mal di testa ricorrente che spesso trascina con sé, un prodromo di fenomeni visivi.
Una “emicrania classica” è descritta come un mal di testa fortissimo che dura circa 15-30 minuti ed è seguita da alcuni sintomi correlati che possono persistere per ore.

Sebbene il fenomeno visivo si verifichi tipicamente in questi casi, le fotopsie possono apparire più grandi in un occhio rispetto all’altro.

I sintomi visivi possono verificarsi con ogni cefalea emicranica di un individuo o possono manifestarsi anche solo una volta.

Una delle principali teorie sulle emicranie e le fotopsie, è che siano causate da disturbi del flusso sanguigno cerebrale e un’ondata di attività neuronale depressa che si muove lentamente attraverso il cervello; questo processo di solito inizia nel lobo occipitale e si diffonde anteriormente.
Un’aura emicranica è probabilmente il risultato dell’ondata iniziale di elevata attività neuronale seguita da un’inibizione dell’attività.

Le aure possono manifestarsi come piccole luci intense, punti ciechi, visione statica / annebbiata e / o disturbi visivi complessi.
Tipicamente, le aure iniziano prima del mal di testa come uno scotoma scintillante a forma di mezzaluna centrale che si espande verso l’esterno ed è circondato da lampi o zigzag di luce.

In un’emicrania retinica, un paziente sperimenta una diminuzione della vista o una cecità completa in un occhio; ciò è dovuto al vasospasmo della circolazione retinica o dell’arteria oftalmica.
La vista in un’emicrania retinica torna prontamente alla normalità. Una forma molto rara di emicrania è un’emicrania oftalmoplegica.

  • Diabete

Il diabete può causare una moltitudine di cambiamenti visivi.
La progressione della malattia può portare a retinopatia diabetica proliferativa o non proliferativa. I pazienti diabetici con uno stretto controllo dei livelli di glucosio nel sangue possono ridurre significativamente il rischio di sviluppare retinopatia diabetica.

Tuttavia, la maggior parte dei pazienti svilupperà retinopatia diabetica dopo 15 anni con la malattia

  • Insufficienza basilare vertebrale

L’insufficienza basilare vertebrale causa una riduzione del flusso sanguigno alla parte posteriore del cervello ed è associata all’invecchiamento.
Questa diminuzione del flusso sanguigno provoca ischemia in quest’area e porta a fotopsie bilaterali, che sono descritte come lampi interrotti che durano da pochi secondi a minuti.

  • Allucinazioni da rilascio (sindrome di Charles Bonnet)

Le allucinazioni da rilascio sono caratterizzate come allucinazioni visive risultanti da un danno al percorso visivo, unilateralmente o bilateralmente, in individui con cognizione intatta.
I pazienti descrivono di aver visto forme, griglie, volti, persone e fiori multicolori che durano da pochi secondi a minuti.
Il meccanismo che esiste sotto questa problematica, è ancora scarsamente compreso.

Fotopsie positive e fotopsie negative

Le fotopsie positive e negative sono eventi comuni dopo l’estrazione della cataratta con il posizionamento di una lente intraoculare.

La descrizione tipica data delle fotopsie positive sono lampi di luce, abbagliamento o aloni presenti nella periferia.

Questi si verificano quando gli occhi sono aperti e variano in diverse impostazioni di luce, più comunemente si verificano quando un individuo entra in una stanza illuminata dall’oscurità quando le pupille sono dilatate.

Questi sono in contrasto con le fotopsie dovute alla trazione del vitreo, che sono tipicamente provocate al buio e attivate tramite i movimenti dell’occhio. A differenza dei distacchi di retina, le fotopsie positive non sono persistenti e non aumentano di dimensioni.

Il meccanismo alla base delle fotopsie positive è il risultato di riflessi aberranti della luce sul bordo del cristallino intraoculare.

 

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