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Sopraddente, cosa fare? Come curarlo in tempo?

Denti nel palato: canino storto

Il canino dente (canino nel palato) è l’unico dente ad essere unico nella propria serie: l’uomo possiede infatti quattro canini, due nell’arcata superiore o mascellare (chiamato canino superiore) e due nell’inferiore o mandibolare (chiamato canino inferiore). È l’elemento dentario lungo, specialmente a livello radicolare, e ha uno spessore vestibolo-palatale relativamente grande, per ottenere il maggior ancoraggio possibile.Il canino è un dente succedaneo, ovvero il proprio sviluppo prevede la formazione di un primo dente deciduo (comunemente detto “da latte”), che verrà utilizzato nell’infanzia. Nel frattempo avviene la formazione intraossea del dente permanente (definitivo), che durante l’eruzione sfrutterà la spinta della radice in corso di formazione e la trazione di fibre gengivali per stimolare l’attività osteoclastica capace di riassorbire la radice del dentino deciduo fino a farlo vacillare e cadere per far posto al definitivo.

Dente cresciuto sulla gengiva: dente nel palato

Quest’elemento dentale svolge tre funzioni principali:

  • È utilizzato per incidere e strappare il cibo dalla maggior parte dei mammiferi. Nell’uomo ha in gran parte perso questa funzione, ma è comunque fondamentale nell’occlusione;
  • Costituisce la cosiddetta “guida canina“, ovvero permette la disclusione fra le arcate dentarie nei movimenti di lateralità, facendo scorrere le arcate antagoniste proteggendo i denti posteriori da forze potenzialmente dannose occlusali, orizzontali e di taglio;
  • La radice disegna la bozza canina del mascellare superiore, giocando un ruolo estetico molto importante nell’espressione del viso.

I canini sono particolarmente importanti per i mammiferi carnivori; anche mammiferi erbivori (come il panda gigante) possiedono canini aguzzi e ben sviluppati. Essi hanno il compito di afferrare (e uccidere) la preda. Inoltre vengono mostrati per intimidire gli avversari.

Denti inclusi cosa fare: Canino incluso soluzioni

L’inclusione dentale si verifica quando uno o più denti rimangono “intrappolati” all’interno della gengiva o non fuoriescono del tutto.

Riguarda sia gli adulti che i bambini e, in quest’ultimo caso in particolare, può essere dovuta a diverse cause:

  • Affollamento dentale
  • Traumi
  • Anchilosi dentale
  • Palato stretto
  • Malformazioni

Un’altra causa di inclusione dentale molto comune nei bambini è la perdita precoce dei denti da latte. Quando un dente deciduo cade prematuramente, lo spazio che occupava viene riempito dai denti adiacenti e il permanente corrispettivo rimane bloccato all’interno dell’osso mascellare.

Si tratta dunque di un fenomeno spesso silente che può essere diagnosticato solo attraverso una visita odontoiatrica e un’ortopanoramica, fondamentale per individuare la posizione esatta del dente incluso nei bambini.Se trascurato, però, può diventare motivo di mal di denti, ascessi, sanguinamento gengivale e alitosi. Inoltre, un dente incluso ostacola la corretta igiene orale e, di conseguenza, favorisce la formazione di carie.

Se il dente incluso è il dente del giudizio e dà fastidio ai denti vicini oppure ostacola la normale masticazione o anche solo la consueta pulizia quotidiana, il dentista può valutare la possibilità di ricorrere alla terapia estrattiva. Se invece il dente del giudizio incluso non dà particolari problemi ed ha solo poco spazio, è il dentista potrà decidere di correggerne l’allineamento facendo ricorso ad un apparecchio.

In alcuni casi, come nel caso di un incisivo o un canino incluso, alle problematiche descritte si aggiunge anche quella estetica per cui il medico dentista potrebbe valutare l’idea di ricollocare tramite un intervento di autotrapianto il dente interessato dall’inclusione, risistemandolo nella sua sede naturale.

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