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Mercati finanziari: attenzione a petrolio, titoli automotive e cambio euro dollaro

La situazione dei mercati finanziari continua a mostrare la calma apparente tipica di quei momenti che precedono intense fasi direzionali. Anche se i bassi volumi, caratterizzanti i mesi estivi dell’anno, potrebbero rappresentare una delle cause, in realtà sul tavolo vi sono parecchie questioni in sospeso che turbano non poco il sonno degli investitori, ma soprattutto dei banchieri centrali. Naturalmente il tema più spinoso è sempre il medesimo: la gestione delle spinte inflattive in funzione delle politiche di alleggerimento monetario, messe in campo a sostengo dei sistemi economici globali.

Per capire quanto sia significativo l’argomento basti pensare che, mentre fino a poco tempo fa, la situazione preoccupava soprattutto gli Stati Uniti -più avanti nel processo di normalizzazione- nell’ultimo meeting BCE si è discusso di inserire nella forward guidance non solo l’obiettivo di inflazione, ma anche un target di crescita: una deviazione clamorosa quasi come l’ormai celebre “whatever it takes” di Draghi.

Alcuni settori di investimento, ovviamente, sono più strettamente collegati allo sviluppo di questa congiuntura. Ad esempio fra le materie prime il prezzo del petrolio è fortemente influenzato dal rebound economico; sui mercati azionari, il settore automotive, non può che trarre beneficio dai vari incentivi predisposti dai governi con il sostengo dei piani di resilienza; mentre il cambio euro dollaro è direttamente connesso alle strategie adottate dalle banche centrali sulla curva dei tassi. Per cogliere le opportunità che potrebbero concretizzarsi su tali asset è opportuno aderire ai servizi di un intermediario finanziario. A questo proposito è importante scegliere il miglior broker in italia che opera con le autorizzazioni rilasciate dagli organi di vigilanza competenti.

Petrolio termometro della ripresa economica

La ripresa dell’attività produttiva a livello globale ha avuto un impatto significativo sulla domanda di greggio, di conseguenza i prezzi della commodity hanno registrato un forte rimbalzo nel corso dell’anno. Da un punto di vista tecnico, nel primo semestre, l’area compresa tra 60 e 65 dollari si è dimostrata molto importante, infatti le quotazioni hanno avuto bisogno di parecchi mesi per metabolizzarla e successivamente strappare sopra i 75 dollari.

Inoltre il valore di tale congestione è comprovato -e quindi da monitorare costantemente- dal fatto che le successive correzioni si sono esaurite proprio in corrispondenza di quel livello, ora diventato supporto. Considerando che, nelle fasi più acute della crisi pandemica, a sostegno del prezzo sono arrivati i tagli alla produzione da parte dell’Opec, per stimare una possibile evoluzione della struttura del petrolio, bisognerà capire nel futuro prossimo come si muoveranno gli Stati Membro.

Cambio euro dollaro: attesa sulle mosse delle Banche Centrali

Il surriscaldamento del settore delle materie prime è ciò che provoca più apprensione nei board delle Banche Centrali, poiché gli effetti indiretti sull’aumento dell’inflazione potrebbero condizionare le decisioni sui tassi, rischiando di strozzare la ripresa attualmente in corso; ed è questo il motivo per cui le politiche monetarie rimangono in stand by.

Naturalmente la poca visibilità sulle mosse di FED e BCE si riflette sul cambio euro dollaro: la coppia di valute, infatti, è da un anno che si muove in un ampio canale di congestione. Di conseguenza se da un punto di vista tecnico è bene aspettare un break del laterale, da un punto di vista fondamentale è opportuno osservare chi per primo deciderà di drenare la liquidità immessa nel sistema.

Automotive sospinto dagli incentivi

 

Fra le varie misure di stimolo, messe in campo per aiutare alcuni comparti economici fortemente provati dalla crisi, è quella riguardante gli incentivi sull’acquisto di auto che ha prodotto un effetto volano maggiore sui mercati finanziari.

L’automotive, infatti, ha beneficiato di una pioggia di bonus che non si limita solo a sostenere le spese per veicoli nuovi, e certamente anche per il futuro, il settore rimarrà in fermento grazie alla corsa che si è scatenata fra i vari player per la produzione di modelli elettrici.

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