La cucina italiana vanta tesori enogastronomici di ogni tipo, tanto che tutta la nazione è conosciuta a livello mondiale non solo per le sue bellezze paesaggistiche ma anche e soprattutto per cibo e prodotti vinicoli. Vi sono in particolare tre piatti super gettonati che non smettono mai di essere richiesti, ovvero gli arrosticini abruzzesi, i cannoli siciliani e le orecchiette pugliesi.

Arrosticini abruzzesi – Gli spiedini che arrivano dal passato

Gli arrosticini abruzzesi sono spiedini di carne di pecora o di monte castrato che vantano tantissimi anni di storia, in quanto risultano essere un piatto povero sin dai tempi del secondo dopoguerra. Essi sono strettamente legati alla tradizione pastorale dell’Abruzzo e risultano molto apprezzati per il loro sapore intenso e corposo. Realizzarli può sembrare complicato ma in realtà necessitano di pochi passaggi. Per prepararli è sufficiente utilizzare degli spiedini di legno sui quali impilare cubetti di carne di circa un centimetro per lato e abbrustolirli su una canalina per arrosticini. In alternativa è possibile rivolgersi a dei produttori professionisti per acquistarli già pronti, come ad esempio i gestori del sito abruzzoarrosticini.it, che esportano arrosticini in Italia e in tutta Europa, attraverso imballaggi refrigerati che rispettano la catena del freddo. I venditori più forniti offrono anche versioni meno comuni di questi spiedini, come ad esempio quelle a base di pollo, di pollo panato o ventricina, piuttosto che di carne ovina. Il loro condimento può variare in base ai gusti dei commensali, anche se generalmente si opta per olio, sale e pepe. Chi preferisce i sapori più corposi può aggiungere anche peperoncino e rosmarino. Gli spiedini di ventricina invece possono essere insaporiti con una spolverata di finocchietto, paprika dolce e piccante.

Cannoli siciliani – I dolci intramontabili

Esattamente come gli arrosticini, anche i cannoli arrivano dal passato, tanto che sono dei dolci tradizionali risalenti alla dominazione araba, conosciuti però sin dall’età romana. Si narra che siano nati per merito delle suore di un convento nei pressi di Caltanissetta, durante il periodo di Carnevale. Ad oggi vengono preparati e degustati 365 giorni all’anno e sono realizzati inserendo in un biscotto dalla forma tubolare, un ripieno di ricotta, cannella e gocce di cioccolato (versione più conosciuta). Il ripieno può essere farcito anche con dei pezzetti di frutta candita, granella di nocciole o pistacchi.

Orecchiette pugliesi – Meglio se al dente

Dopo aver parlato di carne e dolci, è giusto lasciare spazio ad un primo piatto di terra, ovvero le orecchiette pugliesi, solitamente unite ad un condimento a base di cime di rapa. Le origini di questa pasta non sono ancora molto chiare, secondo alcuni sono da ricondurre alla città di Bari, altri invece sostengono che risalgono al territorio francese della Provenza. Quello che è certo, è che la forma e la modalità per realizzare le orecchiette rimane identica ormai da decenni. Per farle infatti è sufficiente creare un impasto a base di farina, uova e acqua, stenderlo e tagliarlo in tanti piccoli dischi, che verranno poi incavati al centro con il pollice della mano.